• Favole dalla terra di confine: il Holodomor e altri miti

    11/08/2020 Sergio Lanzarini

    Non si vuole mai scrivere a proposito della morte. Si preferisce sempre il romanticismo, le storie pregne d’amore e gioia, con il fiabesco e tanto agognato lieto fine. Pochi si dedicano alle “solite” strazianti rievocazioni dei morti. Io, d’altra parte, credo che non si ricordi mai tanto quanto si dovrebbe. Più osservo il mondo che…

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  • Afferra il coniglio: riappropriarsi del Paese delle Meraviglie nella Bosnia di oggi

    22/07/2020 Giorgia Maurovich

    La felicità non è un argomento di discussione per una donna dei Balcani. Queste le parole della scrittrice bosniaca Lana Bastašić che cita in un’intervista l’artista Sandra Dukić. All’interno del discorso postcoloniale, l’Est Europa viene spesso e volentieri negletta per il suo essere Altra, anomala, diversa: non abbastanza degna di un posto a fianco delle grandi…

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  • Ritorno al Giardino dell’Eden: una trilogia sovietica postuma

    09/07/2020 Sergio Lanzarini

    L’uomo non può fare a meno di sognare in grande, è insito nella propria natura che egli non smetta mai di desiderare di avere più di quello è già in suo possesso. Dalle origini dell’umanità fino ai giorni nostri, l’uomo non ha mai interrotto la sua ricerca di un futuro migliore. Anzi, potremmo affermare oltre…

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  • Marina Cvetaeva: l’amore nudo

    23/06/2020 Claudia Gioia

    “Amore! Amore! Nei tormenti e nella tomba Mi fai viva – turbata – sconvolta – palpitante”   L’eterno contrasto tra vita e morte, eros e thanatos, byt e bytie, la vita quotidiana e l’esistenza nella sua forma sublime di spirito e arte, si condensa in un’unica figura, quella di Marina Cvetaeva, poetessa della prima metà…

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  • Il paese dove non si muore mai: echi dall’Albania, un mondo immortale

    16/05/2020 Sara Treviglio

    In queste righe si trovano le mie personali impressioni sulla lettura del libro di Ornela Vorpsi Il paese dove non si muore mai. Ho scelto un tono più personale, questa volta, perché mi è impossibile raccontare con assoluto distacco la storia di un mondo che sento, in parte, anche mio. Non è solo questo. Il…

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  • Due parole su Settembre 1972

    27/04/2020 Lorenzo Benvenuto

    Oravecz Imre è uno scrittore ungherese contemporaneo. E nella tipica, triste sorte che tocca fin troppo spesso ai suoi connazionali, è uno scrittore di cui in Italia si sa davvero poco, se non nulla. Per questo devo ringraziare fortemente Edizioni Anfora, sia per la pubblicazione di Settembre 1972, in originale 1972. Szeptember, che per avermelo…

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  • Letteratura come atto etico: Guida il tuo carro sulle ossa dei morti ed ecocritica

    20/04/2020 Giorgia Maurovich

    La scrittura è un atto politico? Le opinioni in merito sarebbero sicuramente discordanti. Del resto, diatribe sull’arte engagé in contrapposizione all’arte per l’arte non si sono mai placate, nonostante -e forse proprio per- il continuo avvicendarsi di punti di vista e modi di fare letteratura sempre in divenire. Se da una parte c’è la concezione…

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  • Finestra: una traduzione

    13/04/2020 Lucia Lalli

    Dalla mia finestra vedo un gelso bianco, un albero che mi affascina molto, nonché uno dei motivi per cui sono venuta a vivere qui. Il gelso è una pianta generosa: durante le primavere e le estati nutre decine di famiglie di uccelli con i suoi dolci e salutari frutti. Ora, però, il gelso non ha…

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  • La fine del popolo sovietico: chi è Svetlana Aleksievič?

    08/04/2020 Sergio Lanzarini

      Chi è Svetlana Aleksievič? Onestamente, questa è la prima domanda che mi sono posto dopo aver visto nella vetrina di una libreria una copia del suo più recente capolavoro: Tempo di seconda mano. Ricordo di non averci riflettuto più di tanto, in quel momento non ho neanche tentato di darmi una risposta, ho solo guardato quella copia…

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  • Vergine giurata: una riflessione sul film di Laura Bispuri

    01/04/2020 Sara Treviglio

      Riuscite a recuperare, in quel trambusto di sfumature lasciato dai vostri sogni, una visione? Come di un sovrapporsi di lenti colorate che si scontrano all’orizzonte formando nuovi mondi. Se avete fatto un sogno simile, sarà più semplice per voi capire la difficoltà del tracciare un profilo coerente e omogeneo dell’Albania. Una tale impresa è…

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  • Il bruciacadaveri: uno studio ceco sulla banalità del male

    30/03/2020 Giorgia Maurovich

        Repubblica Ceca, correva l’anno 1967. A pochi mesi dalla Primavera di Praga, un ironico Ladislav Fuks scriveva: “Viviamo nell’Europa del ventesimo secolo in un mondo civilizzato”. Sono passati più di cinquant’anni, e, per metterla in termini prettamente contemporanei, viviamo ancora in una società. Un clown world, a essere precisi. Come si suol dire…

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