IC3PEAK: l’anima horror della dissidenza russa

27/12/2020Claudia Grimaldi

Per chiunque di voi creda che il panorama musicale russo si sia incancrenito dopo quel fenomeno preconfezionato noto al pubblico come t.A.T.u, la risposta è (fortunatamente) no. Di acqua sotto i ponti ne è passata tanta e il ventaglio di artisti qualitativamente rilevanti a cui possiamo prestare l’orecchio si è notevolmente ampliato, complice anche l’accessibilità maggiore dovuta alle molteplici piattaforme di condivisione e streaming di cui disponiamo oggi. Non è infatti un mistero che la musica russa o russofona – i Molchat Doma, seppur bielorussi, possono essere un valido esempio – stia guadagnando sempre più spazio nelle playlist anche di coloro che non hanno conoscenza dell’idioma d’origine; basti pensare ai Little Big, ai Ploho, agli Utro o agli IC3PEAK. In questo approfondimento vorrei concentrarmi su questi ultimi, che di recente sono stati al centro di un vero e proprio ciclone mediatico e legale a causa dei contenuti fortemente politici della loro opera.

I moscoviti Anastasija ‘Nastja’ Kreslina e Nikolaj Kostylev, in arte IC3PEAK, si definiscono un “progetto audiovisivo” ascrivibile al calderone dell’elettronica sperimentale. Formatisi nel 2013, pubblicano i primi due album (Fallal, Vacuum) in lingua inglese, per poi cambiare totalmente rotta nel 2017. Questo infatti è l’anno di pubblicazione di Сладкая Жизнь (‘La dolce vita’), che sancisce ciò che per alcuni potrebbe essere considerato “un passo indietro” rispetto alla visibilità offerta dalla lingua franca per eccellenza: per loro si è rivelata invece una mossa più che vincente. Una delle maggiori hit di questo album è senza dubbio Грустная Сука (letteralmente: ‘Cagna triste’), una “filastrocca dark” sostenuta da un beat serratissimo dal retrogusto industrial. La voce di Kreslina, sottile e tagliente come un cristallo, confeziona un testo per certi versi sconvolgente considerando la proverbiale prurigine russa: è un inno alle anime maledette, alle cagne dai denti affilati – termine che qua viene impugnato sotto il segno della risemantizzazione e della riappropriazione linguistica – e pronte a difendersi, nate tristi e per scelta infelici (Я никогда не буду счастливой/ Грустная сука, грустная сука/ Да, это мой осознанный выбор). Durante la visione del video del singolo, ciò che colpisce fin da subito è la ricchezza di elementi che rimandano alla dimensione folkloristica russa, come ad esempio i capelli della vocalist che sono sempre raccolti in un’unica treccia (simbolo di verginità e purezza sfoggiato dalle donne nubili), tranne che in una scena in cui lotta con il fango e con la pioggia lasciando che la chioma sciolta le copra il volto – il termine Rusalki vi dice qualcosa?

 

Nastja Kreslina nel video di Грустная Сука

 

Nell’universo estetico degli IC3PEAK il senso di continuità tra le componenti culturali propriamente russe e la modernità è imperante, così come emerge nella lunga intervista rilasciata al giornalista Jurij Dude per il suo canale youtube вДудь. Nel loro mondo dominato da spiriti maligni, ricco di chiaroscuri, la natura vince sempre sull’uomo proprio come nella risoluzione di molte fiabe russe.

Il riferimento favolistico viene ripreso nell’album Сказка (‘Favola’) del 2018, che segna la loro consacrazione in patria e all’estero. Il motivo del suo successo sicuramente è dovuto in parte ad una maggiore solidità sonora e contenutistica, ma un ruolo fondamentale è stato giocato dal singolo Смерти больше нет (‘La morte non esiste più’) e dal video con cui è stato presentato. La prima scena ritrae il duo moscovita sulla scalinata della Casa del Governo federale mentre si versano addosso della benzina al coro di “Пусть всё горит!” (‘Possa bruciare tutto!’) – immagini che ricordano tristemente un fatto di cronaca  che ha coinvolto una nota giornalista russa datasi fuoco appena lo scorso ottobre. Potremmo definire questa traccia il manifesto politico del duo e di quella che è stata definita la “generazione Putin”, un duro j’accuse al clima censorio caldeggiato dalle politiche putiniane e che si sta facendo sempre più pesante nel corso degli ultimi anni. A riprova di ciò, vale la pena parlare brevemente delle conseguenze che gli IC3PEAK hanno dovuto affrontare dopo la pubblicazione del loro quarto album.

 

Nastja Kreslina e Nikolaj Kostylev nel video di Смерти больше нет

 

Per gli artisti russi il 2018 è stato un annus horribilis a causa della cancellazione di quasi quaranta concerti in tutto il territorio nazionale. Nel mirino della FSB (Federal’naja služba bezopasnosti Rossijskoj Federacii, in italiano: Servizio federale per la sicurezza della Federazione russa) sono caduti alcuni tra gli esponenti di spicco della scena musicale russa dell’ultimo decennio: il rapper Husky, la band pop-punk Friendzone, i nostri IC3PEAK e altri ancora. Tutti artisti ritenuti scomodi dai vertici governativi per i contenuti ritenuti inadatti per la platea di riferimento, a causa degli ammiccamenti all’uso di droghe o  ad una ipotetica “propaganda LGBT*QI+” che, come è noto, è vietata dalla costituzione. Nel reportage Пусть всё горит, girato in occasione di una data del tour promozionale degli IC3PEAK fissata per il 6 dicembre 2018 a Voronež, si può vedere la polizia federale fare irruzione nel club chiedendo la cancellazione immediata dell’evento, giustificando l’azione (violenta) con una presunta segnalazione di irregolarità nella gestione delle cucine. A ciò sono seguiti numerosi altri impedimenti, culminati con l’arresto di Kreslina e Kostylev presso la stazione ferroviaria di Novosibirsk dopo un concerto tenutosi la sera stessa nella capitale dell’oblast’ omonima.

Chiunque abbia letto, per dovere accademico o per diletto, Il Maestro e Margherita di Michail Bulgakov potrebbe ricordarsi dello sfortunato appartamento 50 sulla Sadovaja, i cui inquilini condividono la stessa sorte: spariscono scortati dalla polizia e non vi fanno più ritorno. C’è una frase in particolare che mi ha fatta sempre sogghignare per la malizia beffarda di cui è intrisa, ovvero: “Si sa che la stregoneria basta che cominci e non c’è più mezzo per fermarla”. Sebbene questa possa apparire una digressione rispetto all’argomento principale, non è difficile trovare delle similitudini tra l’episodio bulgakoviano e le vicende che hanno visto coinvolti i due moscoviti.

 

Nastja Kreslina e Nikolaj Kostylev nel video di Маршь

 

I punti di contatto tra il clima repressivo e militaresco dell’epoca sovietica e quello più fresco della Russia di Putin vengono denunciati, forti delle loro esperienze, anche dagli stessi IC3PEAK in TRRST o in Марш, rispettivamente la nona e la decima traccia del loro ultimo album До Свидания (2020). Kreslina e Kostylev non sembrano essere affatto intimoriti, anzi. La loro evoluzione è in continuo divenire e i toni si fanno sempre più aspri, sempre più espliciti e provocatori.

La pandemia globale ha sicuramente giocato loro un brutto tiro e probabilmente il Cremlino sta tirando un respiro di sollievo, non ci resterà quindi che attendere del tempo prima di poter leggere un altro capitolo della loro antologia degli orrori (politici) e delle vicende che li coinvolgeranno durante il prossimo tour.

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